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07/03/10 - Sett. Giovanile.

CITTA' DI ARCO: E' LA ROMA AD AGGIUDICARSI IL DERBY CHE VALE LA FINALE

Grazie ad un goal dalla distanza di Politano, la squadra di Stramaccioni accede alla finale della XXXIX edizione del Torneo Città di Arco.

ARCO DI TRENTO – E’ la Roma di mister Andrea Stramaccioni ad aggiudicarsi il terzo derby stagionale, un derby che per i giallorossi vuol dire la finale della XXXIX edizione del Torneo Città di Arco. Dall’altra parte la Lazio di Avincola torna a casa con il grande rimpianto di aver dovuto cedere il passo proprio ai cugini giallorossi ma con la consapevolezza di potersi giocare alla grande le possibilità di accedere alla fase finale del campionato. La Roma si presenta a questo appuntamento con gli stessi undici che, proprio con la Sampdoria, avevano guadagnato la semifinale. Il tecnico campione d’Italia scende in campo con un inedito 4-3-1-2 con Ciciretti a giostrare dietro le due punte Caprari e Bezziccheri. Dall’altra parte Avincola risponde con il solito 4-3-3 con il tridente composto da Monteforte, Spina e Denè Salam.

Le due squadre sembrano risentire dell’elevata importanza della posta in palio e per i primi quindici minuti si assiste ad una fase di studio da parte dei ventidue effettivi scesi in campo. La prima occasione della gara arriva al 17’ con Barluzzi che tenta di sorprendere l’estremo difensore giallorosso il quale, però, blocca a terra con estrema sicurezza. Dopo appena due minuti è la Roma a sbloccare il match con una conclusione dalla distanza di Politano che sorprende uno Scarfagna non esente da colpe. Dopo il goal i giallorossi sembrano prendere il controllo della partita vista la meggiore vivacità del pacchetto mediano. Al 24’ è il giocatore più atteso del match, Amato Ciciretti, a rendersi pericoloso con una bella conclusione sulla quale Scarfagna ci mette una pezza. La risposta della Lazio arriva alla mezz’ora della prima frazione di gioco con Denè Salam che dalla distanza impegna severamente Pigliacelli il quale mantiene la sua porta inviolata deviando la sfera in angolo. Al 35’ bella percussione di Ciciretti che scodella al centro per Bezziccheri il quale però pecca di precisione mandando il pallone a lato da posizione favorevole. La Lazio non molla e sul finire della prima frazione di gioco sfiora il pareggio sempre dalla lunga distanza. E’ Spina, questa volta, a mettere i brividi alla retroguardia giallorossa con un conclusione su cui Pigliacelli risponde prensente e si allunga mandando il pallone al di sopra della traversa.
Nella ripresa sia la Roma che la Lazio scendono in campo con gli stessi effettivi della prima frazione di gioco. La prima azione è, però, di marca biancoceleste con Monteforte che, direttamente da calcio d’angolo, pesca al centro Denè Salam che non inquadra il bersaglio grosso. Al 13’ altra azione di marca giallorossa con il neo entrato Piscitella che serve Ciciretti solo all’interno dell’area di rigore ma la conclusione del numero 10 non va. Al 17’ per poco la Lazio non rischi la capitolazione con Di Costanzo che per eccesso di sicurezza si fa rubare un pallone al limite dell’area ma questa volta Scarfagna è bravo a chiudere lo specchio a Buscia lanciato a rete. La Roma tiene in mano il pallino del gioco mentre la squadra di Avincola si chiude bene e in contropiede prova a mettere in difficoltà i giallorossi. Proprio su un azione di rimessa la Lazio va vicina al pareggio con il neoacquisto Denè Salam che se ne va in percussione lungo l’out di destra ma il suo diagonale termina di poco a lato della porta difesa da Pigliacelli. Al 23’ ci provano ancora i biancocelesti con Carru che dalla distanza prova la soluzione di forza ma il numero uno giallorosso blocca agevolmente il pallone. Le ultime due occasioni del match sono tutte di marca Roma. La prima al 31’ con Bongiovanni che serve al contagiro Buscia il quale manda incredibilmente a lato. La seconda sul finire della gara capita sempre a Buscia che, nuovamente di testa, impegna un attento Scarfagna. Al fischio finale del signor Pederzolli di Trento è la Roma ad accedere per la nona volta alla finale di questa importante manifestazione. Dall’altra parte il sogno della Lazio, squadra rivelazione di questa manifestazione, si spegne, come nella scorsa stagione, in semifinale. Adesso i giallorossi sono attesi da una finalissima interessantissima con i rivali storici della Fiorentina.
Enrico Pagliaroli.
 
A.S. Roma: Pigliacelli 6,5; Sabelli 6; Amendola 6; Orchi 6,5; Caratelli 6,5; Falasca 6; Politano 7 (Piscitella 6); Bezziccheri 5,5 (Buscia 6); Caprari 6 (Bongiovanni s.v.); Ciciretti 6,5 (Barba s.v.); Verre 6. A disp: Proietti Gaffi, Rosato, D’Ambrosio. All sig: Andrea Stramaccioni
S.S. Lazio: Scarfagna 5,5; Grandicelli 6; Andreoli 6; Oddo 6; Di Costanzo 6; Barluzzi 5,5; Denè Salam 5,5; De Angelis 6; Monteforte 5,5 (Rozzi s.v.); Spina 6. A disp: Paracucchi, D’Orinzi, Fagioli, Stamenkovic, Bruno, Singleton. All sig: Stefano Avincola.
Arbitro sig: Pederzolli di Trento
Assistenti sig.ri: Frediani e Bortoluzzi di Trento
Marcatore: Politano (R) 19’pt.

 

LE PAGELLE
A.S. ROMA
PIGLIACELLI 6,5: Sicuro in ogni suo intervento nega, in ben due occasioni, ai biancocelesti il goal del pareggio con due interventi importantissimi.
SABELLI 6: Gioca una gara accorta senza mai andare in sofferenza.
AMENDOLA 6: Anche per lui una partita senza infamia e senza lode.
ORCHI 6,5: Schierato al centro della difesa contro la sua ex squadra limita le offensive degli avanti biancocelesti proponendosi anche in qualche sortita offensiva.
CARATELLI 6,5: Insieme al compagno di reparto chiude bene ogni varco per le incursioni dei laziali.
FALASCA 6: si schiera insieme a Verre a protezione della propria retroguardia espletando in maniera lineare il compito affidatogli da Stramaccioni.
POLITANO 7: E’ lui l’uomo che regala alla sua squadra il goal che significa finale. (PISCITELLA 6: Si mette al servizio della squadra strappando la sufficienza)
BEZZICCHERI 5,5: Non incide mai sull’esito del match (BUSCIA 6: Si muove meglio del compagno ritagliandosi alcune occasioni interessanti)
CAPRARI 6: Da lui ci si aspetta di più ma rimane impigliato nella morsa dei due centrali biancocelesti (BONGIOVANNI s.v.)
CICIRETTI 6,5: Fa vedere solamente a sprazzi il suo talento. (BARBA s.v.)
VERRE 6: Insieme a Falasca gioca una partita attenta in fase di contenimento.
ANDREA STRAMACCIONI 7: Guida la sua Roma verso la nona finale di questa manifestazione. Nonostante la stanchezza di alcuni suoi giocatori riesce comunque a raggiungere il proprio obiettivo.
 
 
 
S.S. LAZIO
SCARFAGNA 5,5: Meriterebbe la sufficienza ma l’errore di valutazione sul goal giallorosso pesa sulla valutazione della sua prestazione.
GRANDICELLI 6: Gioca una partita tatticamente molto ordinata non andando quasi mai in difficoltà sulle iniziative avversarie.
ANDREOLI 6: Il suo rendimento in questa manifestazione risulta sempre costante e anche questa volta gioca una gara sufficiente.
ODDO 6: Un passo indietro rispetto alla gara col Torino ma tiene comunque bene il campo e controlla le iniziative degli attaccanti giallorossi.
DI COSTANZO 6: Prestazione altalenante per il centrale biancoceleste che alterna buone giocate ad alcune leggerezze regge comunque bene il confronto tranne in un occasione che poteva costare il due a zero alla squadra di Avincola.
BARLUZZI 5,5: Da un giocatore come lui ci si aspetta sicuramente di più. Sembra quasi intimorito dall’importanza della gara e non riesce a giocare come ci ha abituato specie nella gara col Torino.
DENE’ SALAM 5,5: Va a corrente alterna segnalandosi solo per una conclusione dalla distanza
CARRU 6: Lotta con grande grinta ma non basta nel finale viene anche espulso per un fallo di reazione.
DE ANGELIS 6: Anche lui cerca di dare più lucidità alla manovra andando anche alla conclusione ma senza fortuna.
MONTEFORTE 5,5: Alla vigilia del match ci si aspettava il goal decisivo proprio dal numero dieci biancoceleste che però non entra mai nel vivo della gara. ( ROZZI s.v.)
SPINA 6: Cerca di tenere alta la squadra non dandosi per vinto ci prova anche dalla distanza ma Pigliacelli gli nega la gioia del goal.
STEFANO AVINCOLA 6,5: Nonostante la sconfitta va a lui il merito di aver rivitalizzato una squadra spenta e che giunge meritatamente ad una semifinale che, la sua squadra, ha tenuto aperta fino allo scadere degli ottanta minuti regolamentari.